La politica per il diritto allo studio scolastico ha la finalità di garantire il diritto di ognuno a intraprendere e proseguire gli studi a prescindere dalle proprie condizioni socio-economiche.
L’attuazione di questo diritto nel sistema italiano attiene a due soggetti – Stato e Regioni. Il contributo di F. Laudisa analizza i benefici economici erogati in forma diretta alle famiglie attuati dallo Stato o, con proprie risorse, dalla Regione Piemonte: vengono descritti i requisiti di accesso, l’importo, le modalità di erogazione, le risorse investite e il numero di studenti beneficiari.Risulta, in primo luogo, un quadro piuttosto (dis)articolato degli interventi poiché i due soggetti competenti agiscono in modo non propriamente sinergico. E la ragione è da ricercare in una mal definita attribuzione delle competenze nella Costituzione del 1948, possibilmente complicata nella riforma del 2001. In secondo luogo, emerge l’assenza di un’azione sistematica di monitoraggio e rilevazione dati utile a valutare l’attuazione della politica e a “modificarne il tiro” (cui solo recentemente il governo locale ha cercato di porre rimedio). Non si può, infatti, governare senza conoscere.
Il contributo Il diritto allo studio scolastico: quale attuazione? Il caso della Regione Piemonte di Federica Laudisa è pubblicato in Disuguaglianze e istruzione in Italia, (a cura di Gentili, A. e Pignataro, G.), Carocci Editore, 2020.
Il volume è disponibile nella biblioteca IRES PIEMONTE.


